Archive Agosto 2018

Crisi d’impresa, rimedi

Lo scopo dell’impresa è accrescere il valore del capitale economico.

Le situazioni di staticità o diminuzione del valore si classificano come segnali di potenziali squilibri.

La crisi rappresenta un momento successivo al declino e si traduce in gravi carenze sul piano dei flussi finanziari sottoforma di crisi di liquidità, difficoltà nell’accesso al credito e perdita di fiducia degli stakeholders aziendali.

Nei casi più gravi la crisi sfocia nell’insolvenza, ovvero nell’incapacità di soddisfare regolarmente le obbligazioni, e nel dissesto che rappresenta una condizione permanente di squilibrio patrimoniale irrimediabile senza l’assenso dei finanziatori a nunciare alla riscossione immediata dei crediti loro spettanti.

Un andamento negativo del valore può quindi derivare sia dall’incapacità di realizzare iflussi di reddito o di cassa attesi sia dall’aggravamento del livello di rischio delle strategie aziendali.

Autoriciclaggio

Il principio di diritto affermato dalla Cassazione con sentenza n. 17235/2018 segna il discrimine tra il reato di autoriciclaggio e di riciclaggio.
Il primo: si consuma solo nel caso in cui la condotta del soggetto agente riammette in circolazione il denaro proveniente da attività illecita.
Risponde al reato di riciclaggio colui che non ha concorso nel reato presupposto, ma ha ripulito i soldi di provenienza illecita nell’interesse di chi ha compiuto il delitto.

Si differenzia dal riciclaggio
a mentre il reato di riciclaggio

L’autoriciclaggio è il riciclaggio di denaro di provenienza illecita, compiuto dalla stessa persona che ha ottenuto tale denaro in maniera illecita.

Oneri deducibili

Espressamenti elencati dall’Art. 10, D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917, concorrono alla riduzione del reddito complessivo rilevante ai fini irpef. “Dal reddito complessivo si deducono, se non sono deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formarlo, i seguenti oneri sostenuti dal contribuente: a) i canoni, livelli, censi ed altri oneri gravanti sui redditi

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Accettazione dell’eredità

L’accettazione  è l’istituto con il quale si accetta l’eredita. Può essere espressa o tacita. È espressione di manifestazione di volontà tramite atto dichiarativo ricevuto dal notaio o dal cancelliere del Tribunale del luogo ove il defunto aveva l’ultimo domicilio (e, in caso di eredi minori o incapaci, occorre anche l’autorizzazione del giudice). È tacita, cioè

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Imposte di successione

L’imposta sulle successioni e donazioni è dovuta per il trasferimento della proprietà o di altri diritti nella circostanza in cui un soggetto benefici di un arricchimento patrimoniale mortis causa, alla morte del titolare (de cuius), in base alla legge (successione legittima) o a un testamento (successione testamentaria);

o a titolo di liberalità, donazione, per l’accordo con cui il titolare (donante), con spirito di liberalità, dispone di un suo diritto a vantaggio di altri.